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mercoledì 8 aprile 2009

Sospesa la sentenza del TAR sul Nuovo PRG di Roma

COMUNICATO DELL’ISTITUTO NAZIONALE DI URBANISTICA
SEZIONE LAZIO

IL CONSIGLIO DI STATO HA SOSPESO LA SENTENZA DEL TAR
IL PIANO REGOLATORE TORNA PIENAMENTE IN VIGORE

Il 19 marzo scorso il Tribunale Amministrativo del Lazio aveva annullato le ultime delibere della Regione Lazio e del Comune di Roma di approvazione del nuovo Piano regolatore Generale di Roma. INU Lazio aveva segnalato la gravità della sentenza che, riportando in vigore il Piano Regolatore del 1965, faceva tornare indietro di quasi mezzo secolo la città e il suo territorio.

Ieri il Consiglio di Stato ha accolto i ricorsi del Comune, della Regione e della Provincia sospendendo l’efficacia della sentenza del Tar e fissando al 7 luglio prossimo la discussione nel merito.
Il testo dell'ordinanza, pubblicato stamattina, esprime un netto orientamento del Consiglio di Stato a favore delle procedure seguite per l’approvazione del PRG. La IV Sezione del Consiglio afferma fra l’altro che “. . . il vizio procedimentale ravvisato dal primo giudice (il TAR, n.d.r.), e che costituisce il motivo unico e assorbente dell’annullamento degli atti impugnati, appare superato dal successivo intervento in sede di approvazione del PRG dello stesso Consiglio Comunale . . .”. L’ordinanza, argomentando in modo ampio “l’irrilevanza dell’omissione suindicata” (quella che a giudizio del TAR avrebbe commesso il Comune n.d.r.) accoglie i ricorsi di Comune, Regione e Provincia e sembra anticipare un futuro giudizio favorevole anche nel merito.

L’INU Sezione Lazio auspica che Regione, Provincia e Comune concordino anche in futuro i modi più rapidi ed efficaci per assicurare la tenuta giuridica del Piano, oggi avvalorata dal Consiglio di Stato, scoraggiando così ricorsi pretestuosi e ideologici.

L’INU Sezione Lazio ribadisce la necessità che sia data concreta attuazione al Piano in modo da migliorare la qualità della città e del territorio ed in particolare:
- CHE siano tutelati i valori paesaggistici, storici e produttivi dell’Agro romano e della rete ecologica che rappresentano i 2/3 del territorio comunale, e siano promosse attività di conoscenza e di pratica ambientale nelle scuole. In proposito sollecita ancora una volta il Comune a non usare aree agricole o destinate a verde e servizi per costruire nuove abitazioni e ricorda che, come è stato dimostrato in altra sede, nei prossimi 5 anni possono essere realizzati non meno di 10.000 alloggi di edilizia sociale in locazione in aree già previste come edificabili dal Piano regolatore, evitando contenziosi e integrando la nuova edilizia pubblica con quella privata, residenziale e non residenziale.
- CHE siano rilanciati con vigore gli investimenti per il trasporto pubblico su ferro, per i tram, le linee metropolitane e la rete ferroviaria regionale di superficie, in modo da permettere una migliore mobilità ed una riduzione delle emissioni nocive
- CHE sia finalmente assicurata, a garanzia di un vero riassetto policentrico della città e dell’area metropolitana e della qualità delle realizzazioni, una regia pubblica delle nuove centralità e dei programmi integrati.

Su questi temi l’INU Lazio è pronto a dare il proprio contributo tecnico e culturale ed ha convocato per il 21 maggio prossimo una assemblea dei soci.

Per il Direttivo dell’INU Sezione Lazio
Il Presidente: Domenico Cecchini
Il vice-Presidente: Lucio Contradi

Il Consiglio di Stato salva il PRG di Roma

da La Repubblica - ROMA

Piano Regolatore, il Consiglio di Stato lo salva
di Giovanna Vitale

Il Piano regolatore generale di Roma è salvo.
Lo ha stabilito la quarta sezione del Consiglio di Stato che ieri - dopo aver unificato i tre ricorsi presentati in appello da Comune, Provincia e Regione - ha sospeso l'esecutività della sentenza con la quale il Tar, il 19 marzo, aveva parzialmente demolito il documento urbanistico approvato nel febbraio 2008 dall´amministrazione di centrosinistra.
Piano che non solo resta pienamente operativo, ma - a giudicare dalle motivazioni offerte dai giudici di Palazzo Spada - non avrà neppure bisogno di ulteriori interventi. In sostanza, va bene così: la procedura seguita è stata corretta.

L'esatto contrario di quanto invece sostenuto dal Tribunale amministrativo regionale che, venti giorni fa, aveva annullato parzialmente il Prg rilevando la mancanza del «segmento procedimentale relativo all´approvazione da parte del consiglio comunale delle modifiche apportate dalla Conferenza di copianificazione rispetto al piano adottato».
Secondo i magistrati di primo grado, non doveva essere la Conferenza di co-pianificazione (in quanto organo tecnico, dunque meramente istruttorio e non deliberativo) a riadattare il Prg in base alle osservazioni e alle controdeduzioni presentate, bensì l´assemblea capitolina. Che, però, sul punto non si sarebbe mai espressa, limitandosi a una mera ratifica nella seduta conclusiva di approvazione.

Un "salto" che, ribadì allora il Tar, faceva decadere tutti i provvedimenti successivi, compreso l´accordo sindaco-governatore e il varo finale da parte dell´aula Giulio Cesare. Da qui la necessità di un nuovo accordo e di un nuovo voto in consiglio comunale per sanare il vizio rilevato.Di opposto avviso il Consiglio di Stato. Che, contrariamente a quanto di solito avviene quando si accolgono le istanze cautelari, non si è limitato a fissare per il 7 luglio l´udienza per l´esame nel merito. Bensì ha censurato pesantemente il provvedimento del Tar, di fatto anticipando la sentenza di appello.
Scrive infatti l´estensore dell´ordinanza, il consigliere Raffaele Greco: «Il vizio procedimentale ravvisato dal primo giudice, e che costituisce motivo unico e assorbente dell´annullamento degli atti impugnati, appare superato dal successivo intervento in sede di approvazione del Prg dello stesso Consiglio comunale, del quale si era lamentato il mancato intervento in sede di verifica delle modifiche introdotte dalla Conferenza istruttoria».
Segue una dotta dissertazione in cui si spiega nel dettaglio come e perché il "vulnus" rilevato dal Tribunale amministrativo del Lazio è stato superato. Tre considerazioni in punta di diritto che mettono una pietra tombale su ogni possibile contestazione. «Anche se ho ancora letto le motivazioni, la sospensiva è comunque una buona notizia», commenta a caldo l´assessore all´Urbanistica, Marco Corsini. «Ora ci incontreremo con il sindaco Alemanno e decideremo insieme il da farsi».

(08 aprile 2009)

lunedì 6 aprile 2009

Sentenza TAR vs Nuovo PRG di Roma

COMUNICATO DELL’ISTITUTO NAZIONALE DI URBANISTICA
SEZIONE LAZIO

IL CONSIGLIO DI STATO RIVEDA LA SENTENZA DEL TAR.
INU-SEZIONE LAZIO AUSPICA CHE IL PIANO REGOLATORE TORNI IN VIGORE AL PIÙ PRESTO.

Il 19 marzo scorso il Tribunale Amministrativo del Lazio ha annullato le ultime delibere della Regione Lazio e del Comune di Roma di approvazione del nuovo Piano regolatore Generale di Roma. Questa sentenza crea una situazione grave e paradossale.

Per effetto immediato della sentenza il territorio della capitale verrebbe governato da un Piano che risale al 1965 e che si riteneva definitivamente superato dopo un dibattito decennale e ben tre votazioni del Consiglio Comunale. Mantiene piena efficacia la Variante generale denominata “Piano delle Certezze” (adottata nel 1997, vigente dal 2004) che tutela i valori paesaggistici, storici e produttivi dell’Agro romano per i 2/3 del territorio comunale.
L’Istituto non ha mancato di formulare nelle sedi appropriate le proprie critiche ed osservazioni al Piano, alcune delle quali accolte in occasione delle Controdeduzioni (2006). Tuttavia ribadisce l’apprezzamento positivo delle principali innovazioni strutturali introdotte ed in particolare: la conferma del Piano delle Certezze e la migliore definizione della Rete Ecologica; la priorità al trasporto pubblico su ferro, efficiente e non inquinante; l'introduzione del policentrismo e di forme nuove di governo delle trasformazioni (progetti urbani e programmi integrati). Si tratta di innovazioni che per tradursi in effettivo miglioramento della qualità urbana richiederebbero fermezza e coerenza di gestione ben superiori a quelle finora manifestate.

L’Istituto esprime forti e motivate preoccupazioni per gli effetti dannosi per la città e per il territorio provocati dalla sentenza del TAR.

Apprezza l’iniziativa del Comune di Roma che mercoledì 25 ha depositato presso il Consiglio di Stato il ricorso avverso la sentenza del TAR, e chiede che ne sia data al più presto pubblicità.

L’Istituto auspica che la Regione Lazio e la Provincia di Roma promuovano anch’esse ricorso avverso la sentenza del TAR e assumano iniziative volte a ripristinare la vigenza del Piano.

Per dare certezze all’intera collettività urbana, alla città e al territorio occorre che il Piano Regolatore torni al più presto in vigore.

Il Direttivo dell’INU-Sezione Lazio